sabato 10 marzo 2012

Forno a legna Cà Rossa - Strozza BG

La Cà Rossa è ubicata a Strozza piccolo paese della Valle Imagna BG, quì le famiglie Ghidorzi, una volta costruita  l' hanno abitata dal 1972, prima i genitori come prima casa, poi utilizzata dai figli, Arturo e Giuseppe con le famiglie ed i gatti Toby e Cirillo ogni fine settimana.



Gli ospiti alla Cà Rossa non mancano, specialmente per le festività e normalmente per la pizza del sabato sera.



FORNO CA' ROSSA  

In questo blog andremo a descrivere  la costruzione di un forno per pane e pizza ora super collaudato infatti il 14 Agosto 2008 siamo arrivati alla 100esima infornata con l'impiego di una tonellata di farina utilizzata per la panificazione, senza contare le migliaia di pizze abitualmente sfornate ogni sabato.


                                                            Il Primo forno


L' esperienza nei forni parte da lontano, con i volontari di Italia Nostra sezione Milano Nord Ovest si sono restaurati due grandi forni comunitari ( vedi: I forni a legna di Giuseppe Ghidorzi giuseppeghidorzi.blogspot.com ) poi siamo passati a costruire con il fratello Arturo un piccolo forno all'esterno della Cà Rossa a Strozza BG. Il forno era inserito sotto il prato a fianco della rampa della scala di accesso al primo livello della casa. Bello d'estate ma in inverno l'uso diveniva problematico.



                        Appunto in inverno, quando nevicava l'uso era abbastanza difficile













 Si è allora  sentita la necessità di costruire un nuovo forno al riparo dalle intemperie. Si dalle intemperie perchè spesso per sfornare al sabato le pizze si doveva coprire la base  antistante con un naylon e le pizze si portavano con l'ombrello!!. Lo spazio disponibile, nella cantina era poco pertanto la scelta obbligata è stata quella di progettare un forno posizionato in mezzeria ad una parete divisoria in cls in maniera che la bocca si affacciasse nel locale di utilizzo ed il fondo sporgesse nel locale attiguo.
E allora si cominciò a studiare le possibili soluzioni, cercando di inserire quanto si era sperimentato nel forno esterno con le nuove esigenze dovute alla ridotta altezza del soffitto. Dal bozzetto si passò al disegno in scala utile per il dimensionamento della piattaforma di sostegno.Data l'esigenza di non correre rischi si scartò l'ipotesi di costruire un forno in mattoni e si preferì compiere una ricerca nel campo dei forni prefabbricati con piano di cottura in laterizio.
La dimensione del forno esterno di 80 cm interni era piccolo pertanto ci si indirizzò alla ricerca per un forno di 120 cm interni. Dopo una lunga e sofferta ricerca si optò per il forno di una ditta di Genova già ampiamente sperimentato in una pizzeria e presso una famiglia che da tempo sfornava pane casareccio.
Ora descriveremo il metodo esecutivo che passo passo ha consentito di realizzare il Forno. 






Apertura  vano nella parete in cls. Il posizionamento del forno consente di utilizzare la colonna fumaria esistente utilizzata un tempo per la caldaia a gasolio. Come visibile non si dispone di molto spazio per raccordare la canna allo scarico dei fumi del forno.



  



Esecuzione del cassero che servirà per il getto della base del forno. La base tiene conto anche dello spazio dedicato alla cottura con griglia. (utilizzata poi solo in particolari occasioni perchè viene molto più facile utilizzare il forno anche per la cottura con griglia). 







Il cassero è posizionato antistante all'apertura praticata nel muro in cls. Con un trapano a percussione si procede a realizzare i fori nei quali verranno inghisate le barre di ancoraggio della armatura.












Fase di messa in opera dei ferri di armatura. La piattaforma lavorerà a mensola e a piastra pertanto se ne tiene conto nella disposizione dei ferri.







L'armatura è completata. La foto consente di vedere la sporgenza della piattaforma  nell'ambiente adiacente dove verrà a sporgere il retro del forno.








  
Getto del calcestruzzo.
Dosaggio a 300 - 400 Kg/mc con aggiunta agli inerti di argilla espansa. 









Stesura e distribuzione del calcestruzzo eseguito con particolare cura e battendo (dolcemente) il cassero per evitare vaiolature e vuoti sotto i ferri. 






La piattaforma è pronta. Il getto è venuto bene e non ci sono vaiolature. Per i posteri lasciamo la scritta:


GHIDORZI
PIZZERIA CA' ROSSA
Strozza 1995













Si utilizza la piattaforma per il compleanno di Stefy














Inizia con questa immagine la esecuzione del piano del forno. Il primo strato è costituito da due fogli di fibbra ceramica resistente alle alte temperature ed indeformabile. Seguirà un successivo strato coibente costituito da un pannello ceramico rigido. Nonostante questo isolamento la temperatura oltrepasserà questa barriera in maniera di richiedere poi un ulteriore isolamento disposto sotto la piattaforma. La piattaforma così incrementerà il volano termico.

ATTENZIONE come tutti i prodotti lane e fibre minerali definite pericolose, sono dannose all'organismo solo per inalazione pertanto occorre prestare le dovute attenzioni, una volte iglobate nella struttura non vi sarà poi alcun pericolo, da non confondere con i prodotti poliuretanici dove sussistono dubbi sui possibili rilasci di gas negli ambienti chiusi.




Dopo l'isolante ceramico racchiuso con una reggia metallica si passa alla posa dello strato in normali mattoni refrattari a formazione del volano termico.

Il volano termico essenziale per accumulare temperatura da cedere lentamente, oltre ai mattoni si può realizzare con l'argilla espansa, o con i blocchetti in GasBeton con buoni risultati nel nuovo Forno Favaglie. Il gasbeton è un prodotto naturale costituito da un calcestruzzo cellulare di sabbia e calce areato (circa 30% di materiale il resto microbolle) con buone capacità di isolamento termico e di accumulo del calore.













Per consentire ai mattoni di seguire la sagoma della piattaforma si rende necessario il taglio dei mattoni perimetrali. L'operazione viene facilitata dall'uso di una sega ad acqua manovrata con l'impiego di dime e con taglio finale eseguito a mano seguendo il disegno praticato con pennarello sul mattone.


















Utilizzando una dima in cartone si provvede a tracciare la linea di posa del piano di cottura del forno. Da notare che i tavelloni resteranno interni al prefabbricato del forno, questo è importante perchè una volta consumati dall'uso potranno essere sostituiti.













 PIANO DEL FORNO
Il piano del forno rappresenta l'elemento base per garantire dei buoni risultati durante la cottura di pane o pizza. Il mattone refrattario a contatto con gli alimenti se contenente un' alta percentuale di allumina è più conduttivo dunque può comportare la bruciatura del pane a contatto con il piano di cottura. Nel nostro caso siamo riusciti a trovare in commercio (forniti con il prefabbricato) dei tavelloni refrattari in cotto che hanno dato ottimi risultati durante la cottura del pane. Il rovescio della medaglia sta nel fatto che mattoni non molto conduttivi sono  meno indicati nella cottura della pizza: nel nostro caso si è trovato un buon compromesso. Avrete notato che sottostante il piano di cottura sperimentalmente si è realizzato uno strato di malta  con sabbia mista a segatura di ferro: si consiglia di non adottare questo metodo, perchè con il vapore la segatura si è ossidata ed espansa togliendo così l'effetto conduttivo con il piano dei refrattari sottostanti. Si consiglia quindi uno strato di sabbia fine con sp. di 5-6 cm. Per lo strato isolante a contatto con la piattaforma in calcestruzzo in fibra ceramica si consiglia di adottarla perche oltre alla coibentazione termica non è comprimibile evitando deformazioni e riduzioni dell'isolamento.


CALOTTA PREFABBRICATA -   All'epoca della costruzione non erano disponibili in internet le informazioni ora disponibili sulla costruzione diretta di una cupola in mattoni refrattari, si conoscevano invece le problematiche riscontrate da amici che avevano costruito direttamente il forno quali fessurazioni o distacchi e sfarinature dei mattoni, si optò poi per un forno della Prefabbricati Foco (Genova) che forniva un piano di cottura in cotto refrattario a basso tenore di allumina in grado di riscaldarsi lentamente e perciò maggiormente idoneo alla cottura del pane. A convincere nella scelta anche la visita ad una pizzeria ed a un privato che da tempo avevano acquistato questo tipo di forno.



 POSA DEL PREFABBRICATO

 

 La calotta del forno è suddivisa in quattro elementi. Per facilitare la movimentazione durante la posa sono state inserite delle apposite maniglie forando il prefabbricato. Con malta refrattaria si correggono alcune vaiolature.













 Ora si posizionano i conci del forno sostenuti al centro dall'apposito sostegno rimuovibile. Con il flessibile si provvede ad allineare le superfici per un contatto perfetto. Operazione molto delicata, tutto deve combaciare alla perfezione.













 Posizionato il corpo prefabbricato del forno, inizia il primo rivestimento esterno con mattoni refrattari sagomati con la sega ad acqua. Si utilizza malta refrattaria ricavata da cemento Lafarge e terra refrattaria.










Completato il primo rivestimento in mattoni refrattari per contenere le dilatazioni termiche che sovente provocano fessurazioni nei forni, il forno viene serrato con una rete in filo metallico zincato opportunamente tensionato.













Il primo rivestimento in mattoni refrattari è completato. 
L'impiego della sega ad acqua ha consentito di sagomare tutti i mattoni in maniera di ridurre al minimo gli spazi tra mattone e mattone.






 Ora si inizia il secondo rivestimento con mattoncini refrattari ed isolanti del tipo comunemente utilizzati nella fabbricazione dei fornetti per ceramica. Notare la rete dei fili metallici posti per contenere le dilatazioni termiche. Il secondo rivestimento si poteva anche evitare, si è realizzato utilizzando mattoncini di recupero a struttura microcellulare che nel contempo oltre ad isolare aumentano il volano termico. Nel Forno Favaglie con una cupola con mattoni spessi solo 11 cm il successivo grande isolamento consente di avere un buon risultato di volano termico. 








E' terminato il secondo rivestimento ora si passerà alla coibentazione del forno.




COIBENTAZIONE DEL FORNO
Questa fase è la più importante perché se ben realizzata e  avendo cura di disporre l'isolamento in maniera omogea si eviteranno possibili ponti termici.

Quale isolamento si utilizza un materassino di lana di roccia con accoppiato un foglio di alluminio disposto sul lato esterno. Nei vari blog si vedono utilizzare anche fogli di alluminio leggero tipo cucina, cosa che sconsiglio perché molto fragile a differenza di quello accoppiato direttamente con il materassino






Dopo l'isolamento della parete perimetrale si provvede all'isolamento della cupola. 
Nella posa del materassino viene utilizzato per il fissaggio un nastro adesivo in alluminio che data la sua resistenza a trazione permette di tenere ben uniti gli elementi del pannello inseriti sulla cupola. La successiva posa della rete zincata bloccherà in maniera definitiva la coibentazione del forno . 





Una volta posato l'isolamento viene stesa una rete zincata a maglia fine quale porta intonaco. La rete viene fissata mediante sul contorno del forno medianti tasselli inseriti nel prefabbricato.

 
 Stesura finale dell'intonaco. A questo scopo viene utilizzata una malta refrattaria isolante a base di argilla espansa (Leca)


 CAPPA 
Una volta terminato il forno si passa a realizzare la cappa con il raccordo alla canna fumaria.

Per facilitare lo studio, dato le forme irregolari si provvede a simulare la cappa mediante semplici fogli di carta.   La taverna inizia ad essere utilizzata per le festività natalizie.









Vista dei feri di armatura della cappa. Con immane pazienza (come visibile nella foto) si è rivestito il piano del cassero con mattoncini ceramici tagliati con sega ad acqua, e poi numerati per la posa. Ovviamente il getto si poteva realizzare con un calcestruzzo in argilla espansa senza arrivare a queste finezze ma erano disponibili questi particolari mattoncini proveniente dagli  sfridi di un costruttore di forni per dentisti (non si butta niente!).


 


Per eseguire la cappa è stato necessario montare un cassero complesso tenendo conto della possibilità del suo smontaggio.




 Il getto della cappa è completato. Notare l'alloggiamento isolato che ospiterà il termometro digitale, isolato per non falsare la lettura delle termocoppie.




 Rimosso il cassero si passa alle finiture. Visibile sulla destra l'alloggiamento del termometro digitale sigillato con l'intonaco. Nel contempo è stato commissionato ad un marmista, fornendo il disegno, il frontale in pietra ed acquistato il termometro digitale.
 



 Il Primo Fuoco - Finalmente il grande momento è arrivato. Da questa prima accensione seguiranno le tante prove pratiche che consentiranno negli anni di acquisire gli elementi pratici per una buona gestione del forno.

 
 

 IL PANE













Con la centesima infornata è stata utilizzata circa una tonellata di farine,  con 'aggiunta di vari semi: girasole, sesamo, farro, avena ecc. 
Per ogni infornata si è avuta cura di registrare sempre le temperature di cottura delle due sonde in maniera di avere ora un archivio completo dei dati; questo assume  particolare interesse perchè consente di seguire e adottare durante il preriscaldo le metodologie idonee per adeguarci alle condizioni similari riscontrate durante altre cotture.





GRISSONI


Per il posizionamento dei grissoni sul piano del forno è stata sperimentata un'apposita paletta che consente di spingere ogni singolo grissone e disporlo  allineato sul piano di cottura.


  
La Pizza

 




Dopo le prime pizze cotte nella teglia grande nel forno esterno, sono seguite le migliaia di pizze singole cotte sul piano del forno prima esterno e poi interno . Le pizze sono state oggetto, e lo sono ancora di innumerevoli studi e sperimentazioni per ottimizzare al massimo la degustazione di questo particolare cibo che ci invidiano e copiano in tutto il mondo.



Sono trascorsi parecchi anni da quando si utilizzava il primo forno all'aperto e sono stati tanti gli esperimenti per sfornare una pizza sempre più buona. Da alcuni anni si è tornata ad apprezzare la pasta madre, in polvere o prodotta con rinfresco in maniera casalinga, ma essenzialmente sono le farine di diversi cereali, macinate a pietra e le lunghe lievitazioni con poco lievito che possono dare e arricchire di nuovi sapori la pizza!! 


               Alleghiamo la ricetta della pizza Aprile 2017:






FORNI - Valutazioni pratiche
Nonostante i circa dieci anni trascorsi dalla sua costruzione il forno si mantiene bene e garantisce delle buone cotture. Dedicheremo in seguito uno spazio ai portelli elementi essenziali per una buona gestione del forno: portello da fuoco - portello da pane.
In commercio, vi sono forni di diverse ditte dove, anche se sono trascorsi anni l'aspetto costruttivo non si discosta molto dal Forno Cà Rossa. vedi Valoriani FRV - Alfa Pizza personal - La Refrattaria Standard 110.
Tutti quest forni menzionati hanno sul fronte la rientranza per l'alloggiamento della cappa da raccordarsi poi alla canna fumaria. Sono in produzione anche fornetti che per ragioni di spazio e pulizia, hanno l'uscita dei fumi all'interno sulla sommità della calotta, caratteristica che non approvo perché non consente di controllare l'aria calda della combustione, ed effettuare anche il perfetto sigillo durante la cottura del pane per il mantenimento del vapore nell'interno della camera di cottura.

Nella foto a lato è visibile la fiamma della combustione che con una canna interna tenterebbe di introdursi o disperdere calore, mentre inserendo, come da tempo realizzato un semiportello riduttivo è possibile mantenere la temperatura nella parte alta della calotta. (vedi foto seguente)


Per la cottura della pizza o quando si utilizza il forno per cotture di alimenti dove si utilizzano anche le brace per cotture con la griglia, utilizzo un secondo portello ulteriormente parzializzato che consente di mantenere alta temperatura all'interno del forno, senza nulla togliere alla regolare combustione. (ricordo una pizzeria a Marina di Camerota che aveva un forno ruspante con una grande bocca; dopo che avevo fornito loro un portello ridotto si sono accorti di quanta legna risparmiavano).





Portello da Fuoco
Il portello è costruito con una lamiera di acciaio inox 0,5 mm sul lato fuoco che risvolta anche sui bordi e opportunamente saldata da esperto saldatore, si può ovviare rivettando gli elementi sagomati. All'esterno un pannello di compensato da 8 mm sul quale è fissato il manico di sostegno e contrasto. All'interno del portello spesso circa 5 cm un materassino di lana di roccia bene compattata ed omogenea senza lasciare alcuna zona con poco isolamento; il portello consente di avvicinarlo al forno per parzializzarlo anche quando la temperatura raggiunge valori intorno ai 500 gradi centigradi.



Un sapiente utilizzo dello sportello da fuoco consente inoltre di dosare l'apporto dell'aria necessaria alla combustione, evitando l'uscita dei fumi o peggio ancora la salita della fiamma lungo la canna fumaria con il pericolo che questa prenda fuoco, quando la combustione è eccessiva, vedi dopo avere introdotta una fascina. 
Poi una volta utilizzato il forno,  il portello può essere chiuso ermeticamente con l'utilizzo di due spessori laterali. In mancanza di ossigeno la fiamma si spegnerà ed al nuovo utilizzo potremo riutilizzare i carboni spenti rimasti nel forno.

Disegni di progetto del portello da fuoco



Portello Parzializzato da Pizza o Griglia
Questo tipo di portello parzializzato riesce utile solo dove i forni hanno una bocca alta e la parzializzazione può comportare un beneficio di risparmio termico. E' costituito da una semplice lamiera in alluminio fissata ad tondino metallico che risvolta alla base sui due lati allo scopo di fissarlo per contrasto alla bocca del forno. Consente il massimo utilizzo dell'apertura del forno mantenendo la temperatura sulla sommità della calotta. 

Queste attività di risparmio energetico non sarebbero possibili con il fornetto con canna fumaria interna, perché se parzializzassi troppo l'apertura della canna avrei immissione di fumo nell'ambiente.


Portello da pane
Quando il forno viene utilizzato per panificare occorre predisporlo affinché vi sia la temperatura ottimale alla cottura. Significativo nella realizzazione del forno fornirlo di uno strato di accumulo termico, (es. mattoni refrattari, pannello in gas beton, argilla espansa ecc.)sottostante al piano di cottura che consenta di recuperare la caduta termica che una buona infornata può comportare (30-40 gradi C) e l'opportuno isolamento.  Nella operazione di preriscaldo del forno occorre ben monitorare la temperatura dopo avere levati cenere e brace (tenute prima ben stese sul piano di cottura fino a ridursi a cenere), se caso mai la temperatura risulta superiore a quanto necessario 240-250 gradi occorre intervenire per ridurla, io ho callaudato un sistema celere e funzionale: ventilare il forno. Procedimento delicato dove conviene procedere con cautela provando sempre a richiudere il forno e testare la nuova temperatura raggiunta. Attenzione di non esagerare!


Il portello da pane in dotazione al forno Cà Rossa dopo i più di mille chili di farina trasformata in pane, può dirsi testato! La sua costruzione è semplice: basta realizzare un dorso in compensato con cornice in legno con la dimensione della apertura del forno, poi si costruisce l'elemento scatolare in lamierino di alluminio puntato sul supporto in legno con una normale graffettatrice, spessore del portello circa 8 cm. La coibentazione sempre in lana di roccia, non pericolosa perché il portello sarà sigillato con il particolare silicone termico.  Lo spioncino va realizzato con due vetri temperati fissati sempre con silicone resistente alla temperatura su di un anello rettangolare in alluminio dove alla base si introduce, protetto da un lamierino forato dei sali anticondensa. La illuminazione si ottiene fissando un normale portalampade ceramico con il cavo di alimentazione protetto dalla lana di roccia che fuoriesce dal dorso in compensato.



Vista  di come si presenta il portello da pane
del forno Favaglie, aperto

Dopo avere infornato il pane, occorre al più presto chiudere il forno con il suo portello, ma non basta, la tenuta non è ermetica dunque occorre sigillare la fessura di contatto aiutandosi con delle strisce in tessuto premute a forza con una spatola metallica (va bene anche la carta) .
E per evitare dispersioni dal portello conviene porre anche un pannello in gomma piuma che avrà libero sola la finestrella coincidente con lo spioncino vetrato.


ACCESSORI

Lampada per illuminare la camera di cottura.
Non sempre la fiamma è presente nel forno, pertanto conviene disporre di una lampada disposta in maniera tale da non ostacolare la gestione del forno. Il tipo in dotazione al Forno Cà Rossa è particolare come ingegnoso il sistema di aggancio a due perni sfalsati inseriti in due piatti metallici.





Pale da pizza
La pala per introdurre le pizze nel nostro caso visto che la pizza viene disposta con il nostro metodo a scorrimento sulla pale, non occorre che sia piatta come frontale, questo aiuta nella sistemazione delle pizze senza mascherare quelle presenti nel forno. 
La pala di cottura è in acciaio inox forata eseguita su nostro disegno cad ed eseguita a taglio laser. A chi interessa il file pala.dwg posso inviarlo .Buono il funzionamento nella manipolazione delle pizze in cottura.






I visitatori attenti avranno notato nella foto precedente che tra le due pale è visibile un tondino in rame, è lo scorripala che ha la funzione di evitare lo sfregamento dei manici delle pale sul bordo della soglia che in alcuni casi può anche essere abrasiva. 


Regolazione ventilazione e tiraggio
la combustione necessita ossigeno che viene sottratto all'ambiente, pertanto il locale dove è posizionato il forno è dotato di due griglie di areazione, che vengono alimentate da una serra non stagna. Una bassa per il periodo estivo ed una alta per il periodo invernale.
La canna fumaria per il fenomeno di moto convettivo, oltre a convogliare all'esterno i fumi è anche mezzo di dispersione di aria calda dell'ambiente con il conseguente dilavamento termico della superficie del forno pertanto la canna fumaria è dotata di una valvola che può regolare il tiraggio, e da chiudere durante la cottura del pane ed a forno non utilizzato.

Pizza Pulita
Come dalla recente trasmissione della giornalista Gabanelli molti pizzaioli fanno mangiare ai loro clienti pizze bruciate o residui combusti delle farine che rimangano attaccate sul fondo delle pizze durante la loro stesura, dunque il problema esiste e conviene per salvaguardare la qualità della pizza provvedere a tenere ben pulito il forno e controllare la cottura delle pizze che non vanno bruciate: meglio averne meno nel forno e cuocerle bene!

Moccio - Per la pulizia  noi utilizziamo un normale moccio protetto all'attacco con il manico con un nastro in alluminio. Il moccio viene utilizzato solo leggermente umido, non bagnato perché potrebbe causare danni al piano del forno.



Introdurremo ora alcune note sulle canne fumarie:





Nei punti precedenti si è dedicato spazio ad alcuni accessori importanti come i vari portelli, la lampada per illuminare l'interno, la paletta a taglio laser, rimangono ora i termometri digitali per il rilevamento delle temperature con il posizionamento delle termocoppie.


RILEVAMENTO DELLE TEMPERATURE
Un tempo i nostri nonni usavano metodi emperici per determinare la corretta temperatura del forno: il colore della volta, una piuma od un pezzetto di carta introdotti sul piano del forno, ma ora disponiamo di strumenti che consentono di verificare e monitorare con maggiore dettaglio e sicurezza le reali temperature disponibili. La colorazione della volta si può ottenere dopo una bella fiammata, ma in una buona infornata di pane è molto importante conoscere la temperatura del volano termico perché la pasta introdotta può comportare anche una caduta termica di 40 gradi C ed in questo caso non basterebbe la sola calotta bianca. Non dimentichiamo che nei grandi forni comunitari, quando non utilizzati in continuazione, si deve accendere il forno di lunedì per panificare il sabato! 



Il rilevamento delle temperature avviene con un termometro digitale collegato a due termocoppie, una che viene introdotta nella camera di cottura e l'altra nel corpo del volano termico, con distanza dal piano di cottura che varia in funzione degli spessori adottati.



IL TERMOMETRO
In commercio sono presenti diversi termometri alimentati a 220 V con trasformatore,  ma credo ci siano anche a batterie. Il termometro deve essere del tipo a due ingressi in maniera che mediante il deviatore si possono visualizzare sul display le due differenti temperature: differenti perché la temperatura della camera raggiunge in fretta alti valori, ma non li mantieni, mentre la temperatura sottostante del volano è lenta ad acquisire il valore termico, ma lo mantiene a lungo!



Il termometro viene ubicato in prossimità della bocca del forno in maniera da facilitarne la lettura durante l'uso del forno, particolarmente per avere sotto costante osservazione la camera durante la cottura di tante pizze. Nella foto il termometro installato presso il Nuovo Forno Favaglie ed una nuova tipologia di lampada per illuminare l'interno del forno.














Oltre al pane e la pizza, il forno si utilizza per la cottura di tanti altri cibi.




e poi ancora torte e focacce, marmellate, castagne arrosto, lessi e arrosti e tanti altri impieghi ai quali il forno generosamente si presta. Un saluto a tutti gli estimatori dei forni a legna, Giuseppe Ghidorzi

Costruito questo secondo forno non ci siamo fermati vedi il nuovo forno sul blog dedicato
Per consigli o scambio di informazioni contattatemi al seguente indirizzo ghidor@tiscali.it

Come costruirsi la cupola senza usare elementi refrattari prefabbricati? è in esecuzione il particolare blog dedicato: cupolafornialegna.blogspot.it

http://tortellimantovaniviadanesi.blogspot.it/